Chiamta di Marzo

Batàr Marso

Una delle tante tradizioni lessiniche che scandivano lo scorrere e il perpetuo ripetersi delle stagioni era rappresentata dal “Ciamàr Marso” (detto anche “Bàtar Marso”, “Fora Marso”, “Trato marso”, kalendimarso, Marso Kornàtor e così via). 

La tradizione vuole che i giovanotti (ma anche gli anziani) si ritrovassero all’imbrunire, in due o più gruppi, in luoghi prestabiliti, accompagnati dal frastuono di trombe, corni, “bandoti” e anche dallo sparo di fucili. Con l’occasione si scambiavano alternativamente anche cantilene e filastrocche precedentemente concordate.

Questo rito pagano rappresentava l’inizio del nuovo anno agrario ed era il momento non solo per ripetere i rituali, per scacciare gli spiriti malvagi ed ingraziarsi quelli portatori di una nuova e feconda stagione, ma era anche un’occasione per invitare le ragazze in età da marito a rompere gli indugi e scegliere il futuro sposo con cui metter su famiglia…

Molto spesso, l’occasione si prestava anche per scherzare su accostamenti improponibili o assolutamente immaginari dettati da provocazione o spirito goliardico.

Desideriamo riproporre questa tradizione, attiva nel nostro paese fino agli anni ’60 del secolo scorso, dopo aver ascoltato i nostri anziani e consultato i vari scritti esistenti su questo tema.

Vi aspettiamo tutti in Piazza Mercato, domenica 26 Febbraio 2017 alle 17.30 per rivivere insieme questo momento di festa muniti di,“bandòti, tortòri, campanacci, quèrcioli e ràcole...” per partecipare al gran fragore.